Credo di eseere maggiormante vicino alla fotografia di Glen E. Friedman che ha documantato la scena skate/hardcore degli anni 70/80; sono subito stato attratto da lui perche vivo in prima persona l’evoluzione della cultura underground che lui ha avuto fortuna di vivere e documentare in prima persona fin dagli albori, nella fase di maggior fermento e purezza. Anche l’uso tecnico della macchina fotografica ha reso uniche le foto di Friedman: un esasperato grandangolo per poter ravvicinare gli skater nelle loro evoluzioni inserendo tutto il corpo e lo spazio circostante. Ma il punto forte di tutta la sua fotografia è documentare la realtà, un certo tipo di cultura che si identifica perfettamente con i suoi stessi ideali, non ha una tecnica raffinata o una ricerca stilistica esasperata, perchè ciò che è veramente importante nei suoi scatti sono i soggetti stessi e la carica eversiva che rappresentano. Pultroppo per me a distanza di venticinque anni non mi resta che prendere una reflex analogica, usare l’obbiettivo più grandangolato di cui disongo (28mm), agganciare il flash, e seguire ciò che resta di quella spinta genuina che fù, in un piccolo paese dall’altra parte dell’oceano..

